Sabato 13 dicembre parlerò del “mio” Paolo Villa al Convegno “Tracce nell’architettura del Paesaggio” che si terrà in Triennale a Milano.
Come tanti progettisti italiani di giardini, paesaggio e spazi aperti devo moltissimo a Paolo Villa dal punto di vista professionale e umano: cercherò di condividere la lezione che ho appreso lavorando e confrontandomi con lui negli anni.
Anche per questo nuovo appuntamento del ciclo di incontri AIAPP “Innovare il passato / conservare il futuro” sono stati chiesti i crediti formativi per gli appartenenti all’Ordine degli Architetti PPC e all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.
Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti, previa registrazione.
Tracce nell’architettura del paesaggio Convegno dedicato a Paolo Villa
Sabato 13 dicembre 2025, dalle ore 10:30 alle ore 17:00 Triennale Milano, Viale Alemagna 6
Per l’occasione sarà esposta una selezione di schizzi di lavoro e di viaggio di Paolo Villa
Seminario su Gilberto Oneto che ho organizzato con AIAPP per approfondire l’eredità che ha affidato a noi progettisti e la freschezza del suo lavoro. A dieci anni dalla scomparsa di uno dei nostri paesaggisti più importanti e forse meno conosciuti, avremo l’occasione di ascoltare le testimonianze di chi ha lavorato con Gilberto Oneto, di approfondire progetti che in qualche modo ne prolungano l’eco e di dialogare, anche attraverso la tavola rotonda finale, con professionisti impegnati nella sfida quotidiana di dare forma al vivere.
Seminario
Gilberto Oneto Paesaggista – Eredità e attualità dell’opera
Venerdì 28 novembre 2025, ore 14:00
Sala Camerani – Biblioteca di Cernusco Sul Naviglio (MI) Ingresso libero previa registrazione
Evento valido per il riconoscimento dei crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano e dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Milano.
Programma
14:30 Gilberto Oneto non esiste Introduce Andrea Cassone, Presidente AIAPP Valerio Cozzi: L’eredità metodologica Giovanni Sala: Oneto e la disciplina professionale
15:15 Architettura, Città e Paesaggio Gianpaolo Della Marina: Venzone rinata Giovanni Simonis: Ri-costruire la bellezza Andrea Gerosa: Costruire col territorio
16:15 Ambiente e Paesaggio Matteo Colaone: Criticità Ambientali e Pianificazione Valerio Cozzi: Il progetto di strade Andreas Kipar: Oneto Paesaggista
17:15 Tavola rotonda Modera Sara Pivetta Con: Andrea Cassone, Galeazzo Conti, Giulio Carlo Crespi, Giovanni Sala, Massimo Semola e Giovanni Simonis
…perché partecipare? Per conoscere l’opera di un paesaggista che sapeva interrogare e leggere il territorio, con lo sguardo sempre pronto a registrare il variare dei materiali e delle forme per educare il progetto a dialogare con il contesto, in grado di fare spazio alla vita delle persone con ambienti curati in ogni dettaglio, divertenti, mai banali.
Oggi si inaugura il nuovo giardino botanico di Villa Monastero, a Varenna, al termine di due anni di lavori di riqualificazione finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In qualità di progettista e direttore dei lavori, desidero ringraziare i colleghi e i professionisti che mi hanno accompagnato nella realizzazione di un progetto tanto ambizioso quanto stimolante. Dalla fine del XII secolo, il giardino botanico di Villa Monastero contribuisce a plasmare l’identità del paesaggio e il prestigio del Lago di Como con il suo gioco di alberi secolari, architetture e percorsi che si specchiano sulle acque per quasi 900 metri.
Il PNRR
Nel rispetto degli indirizzi del PNRR, l’intervento di riqualificazione ha mirato a migliorare l’adattabilità del giardino storico al cambiamento climatico e la sua fruibilità da parte del pubblico. Composta da una sinergia di interventi sotto il profilo paesaggistico, botanico, agronomico, di restauro architettonico, strutturale e impiantistico, la riqualificazione del giardino botanico di Villa Monastero ha permesso di ripristinare la consistenza e la coesione stilistica del suo patrimonio vegetazionale e scultoreo, garantire la sicurezza e migliorare l’accessibilità del Bene per tutte le categorie di utenti, razionalizzare l’uso delle risorse energetiche e dell’acqua. Il progetto ha, infatti, preso l’avvio dalla constatazione che il patrimonio vegetazionale del Bene risultava semplificato e ridotto da potature di mantenimento non coerenti con il disegno originario, affaticato dall’impoverimento e dall’erosione del suolo, nonché dalla diffusione di parassiti e agenti patogeni. Evidente era anche la perdita della coesione fra la vegetazione e i terrazzamenti, i percorsi di visita, le fontane e gli elementi architettonici che costituiscono parte integrante del giardino.
Il cantiere
Sono stati due anni intensi, dal 30 gennaio 2023 al 30 dicembre 2024 più due mesi di proroga per recuperare le soste imposte ai lavori da ordinanze comunali a tutela delle attività turistiche, piogge continue e smottamenti. La suddivisione dei lavori in nove lotti consecutivi ha consentito di mantenere il giardino aperto alle visite, passate da circa 250.000 nel 2023 a 350.00 nel 2024 (Fonte: Provincia di Lecco).
START: il giardino inizia a vivere quando finiscono i lavori per realizzarlo.
La gestione del cantiere è stata una sfida soprattutto per la posizione e la conformazione lineare del giardino di Villa Monastero: accessibile solo da un punto, con i lati lunghi situati uno al di sotto della Strada Provinciale 72, l’altro a ridosso dell’acqua, largo appena 40 metri nel tratto più ampio, articolato in un sistema di percorsi e terrazzamenti che non consentono il passaggio di mezzi motorizzati, che copre un dislivello di 11 metri da un’estremità all’altra. Difficoltà tutte superate grazie alla guida salda di un progetto ragionato, alla professionalità e alla dedizione del team di lavoro e al dialogo costante con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e con la Provincia di Lecco, proprietaria del Bene, cui ora spetta il compito di custodire, coltivare e condividere il giardino negli anni a venire.
Gli interventi di riqualificazione effettuati
Nel mondo dei giardini storici, i migliori interventi di restauro e riqualificazione sono quelli che non si notano. La mia speranza, infatti, è che i visitatori non si accorgano del restauro e dal completamento dei parapetti per esigenze di sicurezza, della ricostruzione dei muretti a secco di contenimento dei terrazzamenti, del rifacimento integrale dell’impianto di irrigazione, dei nuovi corpi illuminanti realizzati su disegno approvato dalla Soprintendenza e alimentati da pannelli fotovoltaici, della forma smagliante delle balaustre, della fontane dei tritoni e di quella delle ninfee nonché di alcune opere statuarie.
Le novità da scoprire
Ad accogliere i visitatori nel primo tratto del rinnovato Giardino botanico di Villa Monastero ora c’è il giardino delle monache, per tributare un omaggio alle religiose cistercensi che, dalla fine del XII secolo al 1567, hanno gettato il seme dell’odierno Giardino sfruttando la funzione termoregolatrice del lago per coltivare erbe aromatiche e medicinali, olivo e vite. Il recupero degli orti e dei giardini monastici, anche attraverso la loro evocazione con specie ornamentali, sta acquistando un’importanza sempre maggiore per la loro capacità di rinnovare il legame con il territorio e di esprimere i valori di autosussistenza, produzione locale, specificità del clima e del patrimonio genetico locali. Ed è proprio per rinnovare il legame fra il nome del giardino – Villa Monastero – e il luogo in cui esso sorge che il progetto di riqualificazione ha realizzato il giardino delle monache, arricchendo il Bene di una collezione ragionata di specie officinali, aromatiche e curative ispirate al Giardino della Minerva di Salerno (inizio XIV secolo) per richiamare evocare la vita in sintonia con il tempo delle stagioni e della liturgia delle prime custodi del luogo.
L’arricchimento delle collezioni di palme, piante tropicali e subtropicali che accompagneranno i visitatori nel corso dell’intera visita è invece dedicato al secondo nume tutelare del Giardino botanico di Villa Monastero: Walter Erich Jakob Kees (periodo dal 1897 al 1909), che ha esteso la proprietà fino a Fiumelatte e che, coadiuvato dall’ingegner Francesco Adamoli e dal giardiniere Enrico Achler di Tremezzo, ha riorganizzato i terrazzamenti, mascherato la Strada Statale con il filare di cipressi arrivato quasi intatto fino a noi e fissato nell’immaginario collettivo l’identità del luogo grazie alle sue aiuole sempre in fiore dai colori sgargianti.
Ma non intendo svelare troppo: è meglio lasciare a ciascuno il piacere di scoprire o riscoprire il Giardino botanico di Villa Monastero di persona.
Il Giardino Botanico di Villa Monastero sta affrontando un importante intervento di riqualificazione finanziato dall’Unione Europea Next Generation Eu, primo classificato fra i progetti selezionati dal PNRR dedicato ai parchi e giardini storici italiani. In qualità di progettista e di direttore dei lavori, su invito dell’Ordine degli Architetti P. P. C. di Monza il 13 marzo illustrerò l’iter, le strategie e gli elementi dell’intervento in corso. L’obiettivo è offrire uno sguardo tecnico, dietro le quinte, sugli aspetti paesaggistici, architettonici, impiantistici, di restauro e conservazione di uno dei giardini che più hanno contribuito a plasmare nel tempo il paesaggio del lago di Como.
Vista aerea del Giardino delle Monache in fase di realizzazione: un orto dei semplici con erbe aromatiche e medicinali per rendere omaggio alle origini cistercensi del luogo.
Per il ciclo A come ArchitetturA dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Como, il 28 febbraio 2024 terrò il seminario ‘Paesaggio e qualità del progetto’, fruibile sia in presenza, sia online.
A come ArchitetturA Ordine degli Architetti P. P. C. della Provincia di Como
VALERIO COZZI Paesaggio e qualità del progetto
mercoledì 28 febbraio 2024 dalle 18 alle 20
COMO viale Sinigaglia 1 | WEBINAR in diretta
La qualità di un progetto di paesaggio è la sua capacità accogliere, offrire, coinvolgere, funzionare. Ideato per far stare bene le persone, deve essere capace di stare in piedi anche da solo, di farci strada, di farci guardare un po’ più in là. Altrimenti è arredamento.
La nuova Piazza Castello fra paesaggio urbano e cambiamento climatico
Piazza Castello reinterpretata con le Nature-based Solutions. Image credits: Valerio Cozzi
Giovedì 6 luglio interverrò al Simposio Internazionale City’Scape che si terrà al Palazzo della Triennale di Milano. Con la RUP arch. Loredana Brambilla, gli autori del progetto architettonico arch. Emanuele Genuizzi e arch. Vincenzo Strambio De Castillia e l’archeologo Emanuele Bartolini, illustrerò la trasformazione di uno dei luoghi più iconici di Milano da via trafficata a boulevard verde. Il mio contributo riguarderà gli aspetti paesaggistici e tecnici della nuova Piazza Castello di Milano: scelta dei materiali e delle specie botaniche nel rispetto del contesto storico e del ruolo di cerniera fra centro e Parco Sempione, contributo dell’opera alla resilienza urbana al cambiamento climatico. L’evento, organizzato da Paysage, promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. e patrocinato dall’ Ordine degli Architetti P.P.C. di Milano, è gratuito e riconosce CFP.
Giovedì 6 luglio 2023 – dalle ore 14:00 alle ore 18:40 Palazzo della Triennale di Milano Viale Alemagna, 6 – Milano
Stasera parlerò del progetto e della costruzione degli spazi esterni in ambito pubblico e privato presso l’Ordine degli Architetti di Lecco. Fare giardini e fare paesaggio sono attività accomunate dalla necessità di pensare al passato e al domani per rispondere al qui ed ora – spesso per ieri! Presenterò soluzioni e accorgimenti utili per l’architetto, illustrandoli attraverso una selezione di lavori a varie scale, realizzati o in fase di avvio.
Disegnare e costruire un giardino prende sempre il via da un’emozione, e dal desiderio di renderla visibile, di condividerla. Ogni progetto paesaggistico è il risultato di un lavoro corale, frutto del dialogo e dell’ascolto di una molteplicità di voci – protagoniste e ancillari. Il prossimo 20 aprile sarò ospite dell’Università Popolare di Udine, per svelare come leggere le forme squisite di un angolo verde e comprendere la grammatica di gesti e conoscenze che ce l’hanno consegnato.
Valerio Cozzi, architetto landscape designer, leggerà la nuova Piazza Castello di Milano con gli occhi del paesaggista. Un boulevard contemporaneo, dove il disegno e la composizione di filari alberati e aiuole collegano la città al suo parco-simbolo, il Parco Sempione.
Il consulente che ha curato il progetto paesaggistico dell’intervento, accompagnato dall’arch. Simona Basilico (project manager) e dal dott. agr. Paolo Pessina (irrigazione), illustrerà le soluzioni adottate per superare il tradizionale antagonismo fra ambiente urbano e verde pubblico, fra conservazione e bisogno di rinnovare lo spazio pubblico.
L’incontro gratuito, organizzato da PAYSAGE in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, è accreditato per il riconoscimento di CFP.
Mercoledì 22 febbraio 2023 – dalle 15.45 Milano: la nuova Piazza Castello @ Myplant & Garden, Pad.20
La Corte dei libri è un luogo di condivisione che nascerà all’interno del nuovo polo culturale di Varese – l’ex Caserma Garibaldi. Un progetto che si inserisce nell’accurato intervento di restauro e riqualificazione che sta interessando l’edificio monumentale ottocentesco sorto in città per fini militari.
In qualità di Direttore operativo delle opere di paesaggio, esporrò il progetto della Corte di libri: un giardino interno che interpreta il paesaggio della brughiera lombarda. Uno spazio a servizio delle attività culturali della città e, al tempo stesso, un luogo accogliente dove iniziare alla magia della lettura i più piccoli e ispirare il desiderio di perdersi fra le pagine di un libro.
L’evento è un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Varese per far conoscere il progetto di trasformazione della Caserma Garibaldi nel nuovo polo culturale di Varese che accoglierà i servizi bibliotecari, i fondi storici, l’Archivio del Moderno e molto altro.