Hall Raimondi, Milano

Un’architettura ariosa, piena di luce. L’atrio della palazzina Raimondi del complesso La Forgiatura è uno di quei posti che funzionano alla perfezione così come sono: raccorda una molteplicità di ambienti, ne propone in anteprima alcuni elementi formali (che sono spesso anche costruttivi) e potrebbe addirittura essere fine a se stesso tanto è ben proporzionato.

Alla richiesta di aggiungervi del “verde” ho risposto con… due verdi! La tonalità smeraldina delle fronde di Howea forsteriana, Rhapis excelsa e Chamadorea metallica, e il verde lime dei contenitori.

La vegetazione dà il benvenuto, fa sognare, accompagna. Le piante sono disposte in masse omogenee: acquartierate alle spalle del desk, raccolte come in conversazione nella zona lounge o colte mentre, disposte in fila, sembrano curiosare in giro.

L’accento brioso dei contenitori nasconde un trucco. Si tratta di vasi riempiti di argilla espansa dotati di serbatoio. L’idrocoltura permette di contenere le esigenze di manutenzione, il consumo d’acqua e l’insorgere delle malattie tipiche delle piante da interni. Il sostrato di coltivazione più leggero del terriccio agevola inoltre lo spostamento delle piante in occasione di particolari eventi.

Tutte le specie utilizzate nel progetto della Hall Raimondi sono palme. Si, anche la “piccola” Chamaedorea. Appartengono tutte, infatti, alla famiglia botanica delle Arecaceae.


Posizione: Edificio collina Raimondi, campus La Forgiatura, Milano
Anno: 2015 (progetto), 2016 (realizzazione)
Partner: arch. Giuseppe Tortato, HW-STYLE srl, Studio ing. Carlo Bossi


C’è un posto sicuro all’interno di ogni tornado. Il mio lavoro è quello di trovarlo.

David Copperfield