Ok. L’idea che mi ero fatto di The heart of Eboli come di un concorso fuori dai soliti schemi è stata confermata. Confermatissima – si può dire? Ieri è stato il giorno degli arrivi per noi progettisti, e l’ospitalità schietta e fitta di appuntamenti ben orchestrati ha già creato un clima indescrivibile.

Prima di cena ho approfittato di un piccolo spiraglio di tempo per raggiungere piazza della Dogana e entrare di persona nella scena che mi ero costruito attorno in queste settimane, quando le foto e le informazioni raccolte sull’area di progetto avevano dato il via a quel bellissimo processo in cui prendi tutti gli elementi dati e cominci ad ascoltarli, a sfinirli di domande, a metterli alla prova. Per tirare fuori con il tuo progetto quello che ancora non hanno saputo o avuto l’occasione di dire.

 

L’edificio della Dogana di Eboli ne avrebbe davvero tante da raccontare… ma così tante che nel mio progetto “Kintsugi mediterraneo” ho deciso di dargli due anime, una se si vuole un po’ più gentile e frivola (quella tinteggiata con una mano leggera di bianco e colmata di Bougainvillea spp.) e l’altra, alle sue spalle, più severa e protettiva (ma con un fiore nel taschino… le Gaura lindheimeri messe a dimora nelle fioriere a parete già esistenti).

Al centro della scena ho previsto un Cupressus sempervirens: un due tre ed eccolo lì nel suo bel verde d’ordinanza a salutare chi passa… il doganiere è tornato! Stamattina andrò a conoscerlo all’Agricola Mazzeo floricoltura, lo sponsor che fornirà le piante e la manodopera per la realizzazione.

Oggi dovrebbe arrivare anche YAWN, ma perché rovinarvi la sorpresa? Lo conoscerete a suo tempo…

Forza, si comincia! Buona giornata da Eboli!