Il verbo piantare deriva dal latino plantare, e come possiamo leggere nel vocabolario Treccani, significa “mettere nella terra un seme, un pollone, o altra parte di una pianta (anche una piantina giovane tolta da un semenzaio), perché attecchisca nel suolo, germogli e si sviluppi come nuovo esemplare di quella specie.”

La città (dal latino civĭtas-atis), seguendo il vocabolario Treccani, è un “centro abitato di notevole estensione, con edifici disposti più o meno regolarmente, in modo da formare vie di comoda transitabilità, selciate o lastricate o asfaltate, fornite di servizî pubblici e di quanto altro sia necessario per offrire condizioni favorevoli alla vita sociale (il concetto di città è legato a quello di una molteplicità di funzioni di varia origine e indole, economiche, sociali, culturali, religiose, amministrative, sanitarie, ecc., riunite in un solo luogo e per tale ragione non è condizionato dal numero degli abitanti).”

La città è il suolo che dobbiamo coltivare al fine di aggiungere nuovi attributi alla versione contemporanea dell’abitato che viviamo.

Il 5 dicembre 2013 alle ore 9.30 presso la Fondazione Minoprio, un convegno illustrerà le esperienze nazionali e internazionali.

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