La parola ai cittadini! Che bello partecipare, condividere, dare il proprio contributo. Ci sono dei limiti da rispettare, però. Non chiederei mai ad un laureato in giurisprudenza di prescrivermi una medicina per il mal di stomaco. Non mi farei difendere in tribunale da un veterinario. Forse il fruttivendolo all’angolo della strada qua vicino ha una passione nascosta per l’arte cinematografica e aspetta solo il momento buono. La signora Maria sa di cosa ha bisogno il tuo gatto eppure non ti fidi. Il verde no. Progettare il verde, il paesaggio urbano, il giardino…  non sono riconosciute come discipline. Un divertimento, forse. Il verde è di tutti. Ma proprio tutti. Non importa se ti sei formato – magari per anni e più volte – alla Fondazione Minoprio, alla Scuola Agraria del Parco di Monza, all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, o all’università. La tua passione è di tutti. Anche se l’hai studiata, approfondita giorno per giorno visitando giardini storici, parchi, orti botanici, chiedendo, rubando idee, comprando libri costosissimi e consumandoli fino all’osso, sperimentando, provandoti con un progetto vero… rischiando. Non importa. E’ bello condividere, partecipare e, ora, proporre.

Piazza Duomo a Milano

Ti aspettano in comune a Milano. La piazza Duomo è tutta tua, cittadino milanese.

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2 thoughts on “ Tutti fanno tutto ”

  1. Il punto qui infatti non è progettare ma coprire le spese… offrire in adozione il verde pubblico sembra più una resa che un segno di fiducia quando “tutto fa brodo (vegetale)”… purché si paghi da solo.
    Rende triste anche me, che quando visito una città vorrei poter leggere nel suo verde che importanza assegna ai suoi cittadini, alla propria storia, che sensazione vuole trasmettere… anziché i cartellini dello sponsor di turno… immagino quanto possa essere frustrante per i progettisti di professione, orfani di committenza.

    1. Il cartellino di turno non disturba, vuole dire che qualcuno paga per la manutenzione, vuole dire che a qualcuno interessa il verde. Fin qui tutto bene…come scrive il Writer che si spinge troppo in là. Il punto sta nella progettazione. In questo caso tutti la possono proporre eppure sarà la Soprintendenza a giudicarla. Allora, che rapporto professionale ci può essere tra chiunque e la Soprintendenza?

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