In periodi di crisi è bene tornare ai fondamentali. Conviene rilanciare, rinnovare l’amore per la vegetazione, per gli alberi. Quello che genericamente è identificato come VERDE.

La città è il posto peggiore per un albero. E l’albero lo sa benissimo. Tanto che si produce in allungamenti, stiramenti, colonizzazione di tubazioni, impianti, binari del tram. Insomma cerca di fare più “male” possibile alla città perché conosce la propria sorte: morirà presto. In un parco no. Almeno dovrebbe essere così.

Un albero messo a dimora in un parco costa meno, vive meglio e più a lungo. Ed è quello che ci aspettiamo. In un parco ci aspettiamo di vedere ALBERI. La parola PARCO ha molti significati. Sfogliando il vocabolario possiamo imparare molto. Basta ricordare le espressioni, “Parco Armi” e Parco Macchine” per capire che significa mettere assieme cose delle stessa “famiglia”, dello stesso “genere”. Progettare e costruire un parco urbano significa conoscere la città che lo ospita e i bisogni delle persone che lo frequentano. Il parco Nord, per esempio, è la seconda piazza di Milano, dopo piazza Duomo. Sicuramente la più milanese. Al parco ci si incontra. Al parco si sta.

Percorso, prato, alberi e panchine al Parco Nord
Percorso, prato, alberi e panchine al Parco Nord

Un parco è fatto di alberi, prati, percorsi lenti e veloci e panchine. Un parco “attrezzato” comincia ad esprimersi un po’ male. La parola ATTREZZATO è greve. Fioriscono aree giochi, “aree sgambamento cani”, percorsi ginnici, laghi e laghetti, pergole, tettoie, bar e tavoli da pic nic, ecc. ecc. Tutto giusto e necessario quando i numeri diventano “pesanti”. Bello se ben costruito. Un parco deve offrire SPAZIO, aria, libertà. Tutte queste “attrezzature” devono colloquiare tra di loro. Devono star bene con il disegno del parco, con gli alberi.

HORROR VACUI. La paura del vuoto. Per alcuni lo spazio va “riempito”. Mi spaventa sempre questo verbo: RIEMPIRE. Lo spazio va costruito. Il parco è generoso. Accoglie tutti. Non può fare altrimenti: non può protestare se non morendo. Prima però si dovrebbe riflettere sul contesto. Su dove ci si trova.

Un parco pubblico è prima di tutto un posto. Con un suo “carattere”. Un posto in cui ci si aspetta di trovare ALBERI, PRATI, PERCORSI e PANCHINE.

IMG-20130629-00868

2 thoughts on “ Cos’è un parco? ”

    1. Beh, se Google dice così… non posso che fidarmi. Il problema è che il parco è usato per scopi privati. Utilizzato perché c’è gente che passa e può guardare l’ultima cosa che è venuta in mente ad X (senza nessun cartello di spiegazione, in questo caso). Non è pro parco. E’ pro X. Non è per le persone che frequentano il parco, non è per nessuno. Solo per X.

I commenti sono chiusi.