Ci sono alberi e alberi. Ci sono città e città. Alcune città colloquiano con gli alberi e sanno cosa offrirgli: spazio. Altre città invece non sanno proprio parlare la lingua degli alberi. Ci sono alberi che si attaccano dappertutto. Ci sono alberi che non sanno proprio dove stare. Ci sono persone che piantano alberi ovunque comunque dovunque. Poi muoiono… e muoiono un po’ anche loro. Ci sono alberi che sono lì da sempre. O almeno sembra. Ci sono città che non esistono più. C’è verde e verde. C’è gente che vuole il verde ad ogni costo, a costo che muoia. In verticale, orizzontale, orizzontale capovolto, giustificato, riflesso orizzontalmente e verticalmente. Non c’è più il verde di una volta. Non ci sono più le persone di una volta. Le città a volte si, ce la fanno. Ci sono alberi da sempre, grandi così. Che nemmeno te l’aspetti. E allora dagli uno sguardo ogni tanto e cerca di capire che sono più di un monumento. Sono il racconto di una parte della tua vita.

Il platano di Sant'Erasmo
Il platano di Sant’Erasmo